Showing posts with label live. Show all posts
Showing posts with label live. Show all posts
Serj Tankian & Filarmonica Italiana in "Elect the dead Symphony" and "Orca" @ Auditorium, Roma
Probabilmente sono la persona meno adatta del mondo a "recensire" una serata di Tankian, essendo un GRANDISSIMO fan della sua vecchia band e del suo progetto solista.
Cantante, ottimo polistrumentista, poeta, attivista politico, artista a 360°, Serj Tankian ha iniziato il suo progetto solista con "Elect The Dead" nell'ormai lontano 2007, ha pubblicato altri 2 dischi fino ad oggi, più una versione reinterpretata del suo primo disco con l'orchestra di Auckland, che appunto nella serata di ieri ha eseguito in compagnia della filarmonica italiana.
Per la serata era prevista l'esecuzione di un'opera scritta interamente da lui, intitolata "Orca Symphony", e come già detto sopra, l'esecuzione sei suoi classici in versione orchestrale.
Inizialmente ero MOLTO titubante riguardo l'opera, ma sono sincero nel dire che non era malaccio, i 4 movimenti che la compongono sono strutturati molto bene, la rappresentazione "della dicotomia (ho cercato il termine su wikipedia, non si smette mai di imparare lol ) dell'orca assassina che riflette sulla sua vita fino a scoprire poi di essere un delfino", come detto da lui stesso durante la presentazione, è ottima, a tratti quasi cinematografica (Serj ha infatti dedicato l'esibizione a Ennio Morricone).
Per quanto riguarda l'esecuzione dei suoi "classici" definire la sua esibizione, la sua prestazione vocale, come "perfetta" sarebbe riduttivo, la sua poliedricità nota sin dai tempi dei Soad, ha dato sfoggio anche in questa occasione, dove passava da parti vocali profonde e penetranti a piccoli passaggi urlati o scherzosi, con pezzi come "Lielielie" o "Money", dedicate al nostro carissimo Silvio Berlusconi "Fuck your money! Fuck you Silvio!" o "Beethoven's Cunt" presentata (come 3 anni fa) dal primo violinista, come "La figa di Beethoven".
L'esecuzione della filarmonica italiana, già come 3 anni fa, è stata a dir poco mostruosa, perfetta, bellissima, sia dei suoi classici che dell'opera, interpretata in modo fantastico.
La serata si è conclusa come da manuale, con l'esecuzione di "Empty Walls", in cui ha invitato il pubblico sottopalco per cantarla tutti assieme.
...
Per quanto mi riguarda, la MIA serata è stata a dir poco PERFETTA. - Alberto Musso
Probabilmente sono la persona meno adatta del mondo a "recensire" una serata di Tankian, essendo un GRANDISSIMO fan della sua vecchia band e del suo progetto solista.
Cantante, ottimo polistrumentista, poeta, attivista politico, artista a 360°, Serj Tankian ha iniziato il suo progetto solista con "Elect The Dead" nell'ormai lontano 2007, ha pubblicato altri 2 dischi fino ad oggi, più una versione reinterpretata del suo primo disco con l'orchestra di Auckland, che appunto nella serata di ieri ha eseguito in compagnia della filarmonica italiana.
Per la serata era prevista l'esecuzione di un'opera scritta interamente da lui, intitolata "Orca Symphony", e come già detto sopra, l'esecuzione sei suoi classici in versione orchestrale.
Inizialmente ero MOLTO titubante riguardo l'opera, ma sono sincero nel dire che non era malaccio, i 4 movimenti che la compongono sono strutturati molto bene, la rappresentazione "della dicotomia (ho cercato il termine su wikipedia, non si smette mai di imparare lol ) dell'orca assassina che riflette sulla sua vita fino a scoprire poi di essere un delfino", come detto da lui stesso durante la presentazione, è ottima, a tratti quasi cinematografica (Serj ha infatti dedicato l'esibizione a Ennio Morricone).
Per quanto riguarda l'esecuzione dei suoi "classici" definire la sua esibizione, la sua prestazione vocale, come "perfetta" sarebbe riduttivo, la sua poliedricità nota sin dai tempi dei Soad, ha dato sfoggio anche in questa occasione, dove passava da parti vocali profonde e penetranti a piccoli passaggi urlati o scherzosi, con pezzi come "Lielielie" o "Money", dedicate al nostro carissimo Silvio Berlusconi "Fuck your money! Fuck you Silvio!" o "Beethoven's Cunt" presentata (come 3 anni fa) dal primo violinista, come "La figa di Beethoven".
L'esecuzione della filarmonica italiana, già come 3 anni fa, è stata a dir poco mostruosa, perfetta, bellissima, sia dei suoi classici che dell'opera, interpretata in modo fantastico.
La serata si è conclusa come da manuale, con l'esecuzione di "Empty Walls", in cui ha invitato il pubblico sottopalco per cantarla tutti assieme.
...
Per quanto mi riguarda, la MIA serata è stata a dir poco PERFETTA. - Alberto Musso
Ho l'imbarazzo dell'elogio.
Partiamo da locale che si prepara ad un Autunno/Inverno infuocato pieno zeppo di date, acustica perfetta, tecnici preparati, birre raffinate, divani, ping pong e biliardino gratis, il paradiso.
Arriviamo prestissimo verso le 8 e 40, ci facciamo tesserare e mangiamo da una paninara della zona.
Torniamo precisi per l'inizio dello show a cura dei Weaksaw. Sconosciuti penso al 100% delle persone si apprestano in meno di un millesimo di secondo a distruggere lo stage. Una furia incredibile tra dinamiche degne di Dino Cazares, stacchi mosh, parti più up tempo alla Combustion. Il mix è letale, divertente anche perchè gli artisti si divertono, grandissime persone, gente a cui piace suonare e che trasmette tutto quello che ha al pubblico. Il cantante somigliante Matt Damon è stato poi un animale da palco, uno dei migliori frontman mai visti, attore, interprete e alfiere della musica della band si è destreggiato in figure, pose, mosse che rendevano la musica dei Weaksaw ancora più malata.
Applausi, qualche livido da parte mia e una decina di minuti per far entrare forse la band più attesa, gli Uneven Structure. La band sotto Basick Records (mi pare lo siano tutte e tre) è attesa da moltissimi e non delude le aspettative. Il muro di suono è impressionante, il bassista con un fender jazz sto cazzo di minchia riesce a dare una botta clamorosa al sound. Le chitarre riempono, quella del rastone ha praticamente fatto tutta la parte solista, pochissima ritmica, l'altro chitarrista invece faceva gli accordi, riempiva e completava sia la parte solista che ritmica. il Frontman è stato capace di reggere il palco benissimo dimostrandosi capace di riprodurre quello che fa su cd senza troppe difficoltà. Ad onor di cronaca sembra un Howard Jones bianco (ma forse quella sera mi ero fissato con le somiglianze).
The Algorithm era essenzialmente l'artista della serata che aspettavo, per pochi, forse pochissimi, ha reso possibile un evento biblico, i metallari che ballano la tecno. Purtroppo di veri estimatori ce ne sono stati pochi, molti guardavano allibiti le gesta del chitarrista (probabilmente le tablature di chitarra più difficili sono quelle di The Algorithm, se ci volete credere o meno, ma è così) altri ascoltavano e fissavano con occhi sbarrati le movenze sulla console del francesino. Purtroppo la serata è andata in contro a diversi problemi tecnici fortunatamente tutti risolti.
MAIN EVENT ASSOLUTO DELLA SERATA : The Algorithm che ha riproposto una versione remixata di Machine dei Born Of Osiris, giuro, ho avuto una erezione.
Chiusura dello show ad opera di una combo tra Algorithm e Uneven per una canzone che non ti aspetti, anche questo da annoverare trai top eventi della serata, semplicemente avanti.
https://www.facebook.com/Cycle.Sound?fref=ts = casa
In data 15 Maggio 2013 Roma ha tremato.
I Grind Awards sono uno di quegli eventi che uno aspetta per un'intera stagione, la possibilità di spararsi 4 band con le palle in una sola serata è sempre ben accetta, sopratutto se il tutto costa solo 5 euro!
Quindi scemo chi, con la scusa della serata in mezzo alla settimana lavorativa, non è venuto.
Mi reco al Circolo (strana venue per un evento del genere) in compagnia di due fidati amici, pronti a farci sanguinare le orecchie.
La serata inizia con i Nerodia che, con il loro Black/Death di chiara ispirazione Behemothiana con ricche influenze Thrash, iniziano a scaldare il (poco purtroppo) pubblico, con una esibizione breve ma davvero niente male; notevoli sopratutto nel songwriting per niente banale, sopratutto per quanto riguarda la batteria, a dir poco spaventosa, ricca di fills da paura e controtempi.
Subito dopo seguono gli Slaughter Denial, death metal band romana, vera rivelazione della serata secondo me, che grazie a un giusto mix di riff di chiara ispirazione di band come Decapitated e Lamb Of God e vocals brutali in stile Dying Fetus, sono riusciti a colpire il pubblico che pian piano iniziava a riempire il locale.L'entrata dei cari Buffalo Grillz, coincide probabilmente con il momento di massimo "riempimento" del locale.
La band capitanata dal partenopeo e feroce Enrico Giannone, ha proposto uno spettacolo al limite tra il delirio e il comico, senza ovviemente togliere la minima attenzione alla performance "musicale", con il chitarrista Cinghio che indossava un simpatico cappellino da maialino mentre triturava a colpi di plettro la sua Jackson 7 corde, il bassista Luciano "Gux" con un camice da macellaio abbinato al suo ormai classico passamontagna e il povero batterista Matteo che si è visto sottrarre i piatti da Enrico, restando con soltanto il charlie.
Esibizione fantastica quindi, in cui hanno proposto buona parte dei loro classici, come "Grind Raccordo Anulare", "Forrest Grind" (la cui introduzione è stata prontamente fatta dagli spettatori), "Grindasia" e "New World Disagium", con un pubblico strafomentato che seguiva "alla lettera" ogni "testo", moshando come dannati e ovviemente, esultando per ogni pezzo che la band proponeva.
Sono infine saliti sul palco gli Hour Of Penance che, con una precisione a dir poco mostruosa, hanno riproposto alcuni del loro successi di "Paradogma" e dell'ultimo "Sedition" (come "Enlightned Submission" o "Ascension") alla perfezione, quasi come in studio (con un Cinghio evidentemente provato dal dover "sopportare" due esibizioni di seguito con due band diverse e due strumenti diversi, alla chitarra nei Bufali, al basso con loro), dimostrando una abilità a dir poco mostruosa nell'eseguire pezzi tanto tecnici e veloci in modo davvero così fedele e preciso.Da sottolineare il fatto che durante l'ultima esibizione, il locale abbia iniziato a svuotarsi, lasciando quindi un pubblico leggermente meno numeroso rispetto a quello dei Bufali, ma comunque bello fomentato.
In conclusione, la serata è stata a dir poco fantastica, 4 band di altissimo livello e con grandissime capacità si sono alternate sul palco, offrendo un grandissimo spettacolo ai coraggiosi che si sono presentati, il tutto in una grande aria di amicizia ed allegria, poichè si sa che nella scena romana, tutti conoscono tutti alla fine.
Eventi del genere dovrebbero capitare più spesso, così da dimostrare che sottosotto la famosa "scena romana" non è proprio morta...A CURA DI ALBERTO MUSSO
Forse l'ultimo evento Metal a cui assisterete prima del 21 Dicembre 2012!!!
Desource [8.30 - 9.00] Metalcore [Castiglion del lago + UK]
Bloodtruth [9.10 - 9.40] Brutal Death Metal [Pg]
Logic of Denial [9.50 - 10.20.] Brutal Death Metal [Parma]
SRL [10.40 - 11.10] Thrash Metal[Terni]
Hideous Divinity [11.20 - 0.00] Technical Death Metal [Roma]
Coram Lethe [0.10 - 1.00] Progressive Death Metal [Siena]
INGRESSO A 5 EURO!
Locandina a curo di Fabio Morreale (Acheode)
Da Firenze - 84 Km ( 71Km su autostrada) / 0h 58min
Da Perugia - 68Km / 0h 52min
Da Arezzo - 20 Km / 0h 20min
Da Siena - 58 Km / 0h 57min
Aperto tutte le sere Birreria Pub Video e Musica!!
Per la precisione io ancora non ho capito, come in moltissimi, chi cazzo suonava prima dei due Headliner.
L'evento di Facebook non riportava i Noctem, ed in apertura una band sconosciuta, i Rexor. I Rexor non vi so dire dove cazzo siano finiti perchè io sono arrivato a metà Show degli Having Earth. Sulla pagina dello Show di Facebook vengono riportati i Forsaken World, ma visto che non mi sono drogato sono sicuro di non averli visti o se c'erano suonavano in apertura al posto dei Rexor (??).
I non riportati Noctem, tanto che sulla pagina de l'evento c'era un ragazzo che chiedeva dove cazzo fossero finiti, invece hanno suonato ed hanno fatto un bellissimo show, amo alla follia il loro ultimo lavoro Oblvion ed è stato riportato in buona parte con tutti i cavalli di battaglia : The Arrival Of The False Gods, Universal Disorder e Abnegation And Brutality. Show valido e d'impatto visivo, notevole la presenza scenica dei membri con coreografie studiate e passaggi caratterizzanti enfatizzati con messa in mostra delle chitarre ben in alto.
Gli Heaving Earth hanno fatto un discreto show, sono arrivato un po tardi ma l'impressione generale mia è stata condivisa da tutti, belli ma a tratti veramente troppo uguali agli Immolation. Un po di riff copia-incollati ce li hanno ma si distinguono per growl e per un approccio molto più moderno.
Gli Immolation : aprono con Close to A World Below e porca madonna m'è venuta la pelle d'oca, la perfetta intro allo show, precisi, enfatizzanti, Vigna (chiamato Vigna da alcune persone, come vigneto, e non "Vighna" pronunciato all'inglese ndr) supremo re del palco con le sue acrobazie sul manico e i continui mutamenti di riff e stacchi.
Poi inizia la sagra del "in alto il pene" con Swarm of Terror e per la prima volta vedo dei metallari agitarsi come delle scolarette per una canzone, stiamo comunque parlando di un inno del Death Metal, una di quelle canzoni che hanno segnato un'epoca, canticchiarne la melodia è doveroso. Majesty and Decay poi mi fa letteralmente esplodere, esaltazione sopra le stelle;
"Banners of hate for all to see
Massing hordes, command by fear
Menacing decree, inhuman state
Towering sorrow, choking every soul"
Senza pausa segue forse la canzone più Hit della loro discografia : Father, You are not the Father e penso che chi non abbia cantato il pezzo, anche solo in parte :
"Holy Father, your spirit inside me
Holy Father, robbed my virtue
Holy Mary, mother of Christ
The fruit of thy womb has poisoned me"
Meriti una qualche forma di tortura.
What they Bring da il nome al tour e la canzone di Providence viene riproposta live con buona maestria, peccato che non ne siano state scelte più tipo Illumination o la stessa Providence. Animi riscaldati e idioti impossibili da gestire fanno di Into Everlasting Fire il punto più massacrante della serata con un pogo infernale ed appunto un deficiente dai capelli biondi a rompere il cazzo a Ross Dolan. A seguire A Glorious Epoch che col suo grande pathos riesce un po a calmare gli animi. Seguono Under The Supreme e the
Unholy Cult .
Per No Jesus, No Beast il pubblico inizia a cantare, incitata a dovere da Ross tutte le anime del traffic presenti rispondono conoscendo bene il coro centrale
"Can you hear us...Death to Jesus"
Chiusura affidata alla Tile Track di Dawn of Possession con altri grandi momenti di moshpit e di deficienza, sempre da parte della solita persona.
Uno show bellissimo ed enfatizzante ma nessuna canzone presa da Shadows in the Light, cosa grave, gravissima, lo fa scendere un po sotto la perfezione.
I Marduk : beh perchè io sono venuto per i Marduk? Io non conosco una canzone loro, mai apprezzati. Riconosco che lo show è stato eseguito a buoni livelli, buona interazione col pubblico e grande carisma, batteria super sonica e riffing spasmodico. Ma che altro? Alcuni poi dopo gli Immolation son tornati a casa, ma visto che io non sono di Roma e ho pagato 20 sacchi per questo concerto i Marduk me li dovevo vedere per forza. Giudizio positivo ma non eccezionale
A detta di alcuni del luogo uno dei migliori concerti mai visti al Traffic, anche la qualità audio era veramente eccellente, affluenza discreta, si diceva 300 persone ma invece saremo stati in 150-200.
Un consiglio : se ancora non l'avete fatto andatevi a vedere gli Immolation.
Un consiglio : se ancora non l'avete fatto andatevi a vedere gli Immolation.
Live Report : Gods of Grind [day 2] - Antropofagus + Hideous Divinity + Dr.Gore + In Case of Carnage
In quel di Roma ,Domenica, c'era la storia del Brutal Italiano, Schettino e Francesco Meatgrinder rispettivamente fondatori di Hour of Penance e Antropofagus.
La serata pare molto tranquilla, anche troppo, 50 persone su per giù, poche ma buone direbbe qualcuno. Lo Show inizia verso le 9 e 30, tutti sono un po agitati per la partita dell'Italia ma si pensa a suonare per non soffrire degli imperdonabili errori di Balottelli (ho fatto avanti-indietro ad ogni cambio palco). Iniziano gli In Case of Carnage, chitarre ad 8 corde, due cantanti di cui uno di sesso femminile e tanta rabbia. La band dimostra sicuramente una personalità forte sul livello strumentale ma non riesce a comunicare col pubblico per tutto lo show, la band pare anche abbastanza fredda dato l'alto tesso tecnico dei pezzi, il repertorio colpisce per le brusche virate in ambito prog e per qualche accelerazione degna di nota, proposta convincente ma da rivedere sotto alcuni punti.
I Dr.Gore sono dei navigati guerrieri del DeathGrind vecchia maniera, quella dei primissimi Dying Fetus per intenderci. Zombie, morti e sperma vengono invocati ad ogni canzoni, esse sono tutte brevi e catturano per l'ottimo lavoro ritmico, la batteria che segue di pari passo le chitarre è una vera goduria. Soffrono soltanto di qualche ripetitività nei ritornelli ma è un problema ampiamente sormontabile, buona la prestazione tecnica, ottima oserei dire nei pezzi annunciati come "new".
Ore 11 e qualcosa si fanno vedere sul palco gli Hideous Divinity di Enrico Schettino, consolidata oramai la line up da diversi live si nota un certo affiatamento e nonostante problemi di natura tecnica la band porta a termine tutte le canzoni. Obeisance Rising viene suonato in gran parte lasciando concludere A New Hope of Worms e Laughing At The Ephemeral Race il tutto. Buona la risposta del pubblico che apprezzando il lavoro rilasciato dalla Unique Leader ne canta pure i cori, o meglio l'unico vero coro di tutto il cd, ovvero quello di A New Hope of Worms (bravo Edoardo, bravo).
Unica nota stonata della serata è stata la prima risposta del pubblico agli Antropofagus che stavano per iniziare il live con 3 persone se non fosse uscito Fabio degli Hideous Divinity a chiamare la gente, errore diplomatico o scarso interesse? A dire il vero poi l'interesse c'è stato ma si poteva evitare questa figura, comunque, lo show inizia con la Title track di Architecture of Lust e subito il groove della canzone porta con se capelli roteanti e teste chine, prosegue Exposition of Deformities e poi Sanguinis Bestiae Solium che ha negli Sweep picking la sua parte più catchy. I tempi serratissimi di Eternity to Devour vengono alternati poi al mid tempo spacca ossa di Sadistic Illusive Puritanism, tanto groove e potenza bestiale, il palco sembra tremare e la risposta del pubblico è ottima. Sul palco poi sale Mariano dei Sepctycal Gorge per due canzoni tra cui la finale Loving you in Decay e li si tocca il massimo livello della serata, una sorta di mini Best of del Brutal italiano. 50 minuti circa di musica ad altissimo livello tecnico per i Genovesi, la fame di Brutal è stata ampiamente saziata ma c'è nell'aria voglia di un bis, bis che non viene corrisposto dalla band che lascia il palco tra gli applausi.
Serata devastante e ottime persone non che la vittoria dell'Italia, notte da 10 su 10!
Arrivato a metà del concerto degli SRL posso dire comunque che la prestazione dei ternani è stata energica e potente, repertorio vasto,dal primo al nuovo cd hanno spaziato e fatto un un buon live.
I Grindcorers Buffalo Grillz hanno dovuto fare ben 45 minuti di Grindcore duro e puro!
Il loro non è un genere da femminucce, i ritmi sono serratissimi e la violenza pure. La scaletta ha proposto canzoni sia da Grind Canyon che dal nuovo Manzo Criminale. Da notare la prestazione di Tombinor,show man del palco con pose e interpretazioni delle canzoni veramente stupende, un vero attore ed interprete del grind demenziale on stage. Lodi anche per gli strumentisti che hanno retto bene la botta di tempo, il batterista per dire ha pure distrutto il suo doppio pedale. Non si sono risparmiati e la violenza sotto il palco è stata disumana tra stage diving e risse, senza dimenticare il caro vecchio Mosh. Sangue e sudore.
Gli Entombed hanno suonato ben 2 ore,comprendendo anche delle brevi pause. Peccato per i volumi altissimi e saturatissimi di Gain che hanno impedito di godersi a pieno le canzoni col riffing più old school. La prima parte del concerto si concentra sull'old school con canzoni quali Sinner Bleed,Crawl,Living Dead e Left Hand Path, lasciando a When in Sodom,Serpent Saints e Say it in Slugs il compito di fornire Death n Roll. Dopo la prima pausa però si passa oltre la vecchia scuola con canzoni quali I for an Eye, Chief Rebel Angel, Out of Hand, Demon, Wolverine Blues e Seeing Red, lo Show decolla e il pubblico incomincia anche a cantare i cori più famosi delle canzoni. La situazione tra gli strumentisti li vede tutti in ottima forma e di buona presenza scenica, sopratutto il bassista ( http://www.metal-archives.com/images/5/9/2/4/59247_photo.jpg quello in basso a destra, è stato assediato a fine concerto dalle ragazze dell' Urban). Nel finale ero essenzialmente pieno di botte e ridotto male per cui non capito benissimo le ultime canzoni, colpa dello sfinimento e dei volumi. Eyemaster in primis è stata eseguita in maniera spettacolare poi Supposed To Rot,To Ride Shoot Straight And Speak The Truth e Hollowman, ma ora prendetemi un po con le pinze per la tracklist, ne hanno fatte anche altre.
Credetemi ciecamente invece quando dico che è stato un concerto epico per ogni fan degli Entombed, non si sono assolutamente risparmiati e anzi hanno dato dimostrazione di una forma invidiabile, Petrov è riuscito per tutto il concerto a sovrastare i volumi altissimi e questo ne da prova di grandissima potenza vocale.
Alla fine del concerto mi son avvicinato a lui e gli ho detto "Now, I'm the Happiest man in the world" e lui "ooooh Thank you so much" con abbraccio annesso. Posso ben dire sia stato uno dei giorni più gioiosi e freddi della mia vita (-2°)
Qui le foto del concerto http://www.flickr.com/photos/riccardo-ruspi/6812372309/in/set-72157629158972909
Con un ritardo di 45 minuti sulla tabella di marcia alle 6 e 45 circa aprono le porte del Palasport di Perugia.
Il vento gelido e il clima siberiano hanno fatto aumentare la grande attesa.
Un'ora dopo ecco i Periphery autori di una prestazione devastante per groove e melodia, grande esempi di questo sono stati Misha e Jake Bowen, ma in generale la band ha retto alla grande i 40 minuti a disposizione, anche il più ben noto Spencer Sotelo (omaggiato dal sottoscritto con gli auguri visto che era il suo compleanno ndr) che non sempre riesce (almeno da quanto visto su live di utube) a reggere il confronto con gli altri membri. Ma qui si va oltre, un'ottima Jetpack Was Yes infiamma anche il pubblico più vecchia scuola e meno propenso al nuovo Djent, colpo finale ben assestato con Racecar, 15 minuti di buona alternanza groove-progressive.
Prestazione da 8.5, 10 se l'acustica avesse reso più nitide le 3 chitarre sul palco.
Nota di merito per le persone, oltre che artisti, si son presentati come delle persone socievoli ed amichevoli, cazzoni fino al midollo (Misha insegna) disponibili a cantare Tanti Auguri in Italiano, prendere in giro e rispondere anche all'inglese più stentato, fuoriclasse.
C'è da riflettere molto sulla prestazione dei Dream Theater, per chi ama il Prog Metal Opeth e Dream Theater, insieme ad un'altro paio di nomi, formano un ciclo di band essenziali che sia live che su cd hanno scritto la storia. Oggi però c'è già una semi resa dei conti. I ben più giovani Opeth dimostrano di non reggere più un live con le palle dimostrandosi all'ultimo concerto a Milano più mosci e calmi, pacati e quasi sonnolenti, divertenti giusto per le battute del cabarettista Akerfeldt. I ben più vecchi DT hanno invece inanellato una serie di canzoni buonissime per riproposizione ed energia, su tutte Dark Eternal Night e Breaking All Illusion.
In partenza si fanno notare anche per la voglia di proporre materiale più recente come Build Me Up,Break Me Down e Bridge In The Sky o Outcry alternando ad esse classici come 6.00 e Dark Eternal Night. Dopo un Drum solo buono solo per metà (aimè) si va sull'acustico e l'ultra melodico inanellando una serie di canzoni che fanno cantare circa mille persone.
A Fortune Lies, Far From Heaven, On The Backs of Angels e Wait for Sleep per poi ripassare all'attacco con War Inside My Head e la "sorpresa" The Test that Stumped Them All.
Chiudono Spirits Carry On (magistrale) e la quotatissima Breaking All Illusion (la canzone che ho apprezzato di più). Encore con un As I Am cantata a squarcia gola.
Da notare la forma dei nostri, tutti in piena salute e grande presenza scenica, una situazione veramente invidiabile per l'età nonostante i capelli sono sempre di meno (LaBrie).
Show ottimo da parte di tutte e due le band, da ricordare negli anni a venire.
Non ero l'unico tonto che si è fatto viaggi del tipo "Perugia-Bologna" per questo concerto visto che è stato tra quelli italiani quello con maggiore affluenza a detta di Kummerer.
Contenti. Io ho visto nei volti dei più giovani sorrisi ed una energia che non avevo mai visto, gente felice di suonare, che lo fa per passione e non per lavoro (clamoroso il bicchiere degli Exivious con scritto "aiutateci a tornare a casa).
Gli Exivious per quanto fuori tema hanno però dimostrato una buona professionalità non che un'ottima tecnica, buon gruppo d'apertura...ad Umbria Jazz.
I Gorod sono stati quelli che sul palco hanno fatto più casino, il cantante dell'ultimo album, Julien, si dimostra uno sbavatore selvaggio, una cane rabbioso, un personaggio che è capace di tenere il tutta l'attenzione su di se con movimenti animaleschi. Incredibili Benoit Claus che non faceva altro che sorridere come un beota per tutta la durata delle canzoni, manco gli avessero detto che si sarebbe fatto 15 ragazze quella notte, idolo.
Owen, il chitarrista a sinistra, a soli 22 (porco di quel dio) si presenta live con i Gorod in un concerto del genere, anche lui sorridendo come un beota e facendo movimenti stupidi di bacino sugli accenti delle canzoni, idolo due volte.
Agli Spawn of Possession va il trofeo di "migliore esecuzione della serata". Facce cattive, nessun sorriso, 250 bpm di possessioni,demoni e violenza. Nonostante il freddume il pubblico ha ben accolto le vecchie canzoni e in generale la setlist, ben svolta da tutti gli strumentisti. One man show degli SoP è sicuramente Mr. Caspersen, tra tutti i bruttalari lui è l'unico a mostrare una maglietta con un gatto che spara raggi laser dagli occhi (!!!) fa impallidire per la scioltezza nell'eseguire ritmiche tanto complesse e veloci, ma bastava leggersi il curriculum per rimanere a bocca aperta.
Swarm of the Formless
Hidden in Flesh
Where Angels Go Demons Follow
Spawn of Possession
Solemn They Await
Dead & Grotesque
Lash by Lash
Church of Deviance
Momento Obscura : l'attesa per i tedeschi era molto elevata, il primo tour da headliner è qualcosa di molto importante per una band per vedere la risposta dei fan e in questo caso si può dire sia stata ottima, ben 500 peni a vedere questi 4 crucchi. Kummerer nei suoi soli 27 ha collezionato cd e live da far impallidire chiunque, questo dimostra come il lavoro da lui svolto sia di primissimo livello. Viene logico pensare che gli Obscura non abbiano fatto altro che colmare un vuoto lasciato dai Death e dai Necrophagist con cd bene o male derivati ma ricchi di idee interessanti, si può dire che la loro proposta sia esattamente quello che tutti volevano sentire in questo determinato periodo quindi hanno vinto, punto e basta.
La band on stage si muove bene, il nuovo bassista Linus si è visto molto a suo agio, felice e sorridente. Kummerer è ovviamente l'idolo della folla che ad ogni suo gesto è pronta ad urlare, attira l'attenzione, si dimostra talmente vicino al pubblico da invitare qualcuno sul palco a cantare la cover finale dei Death (ditemi questo se non è amore per un Fan), cosa che puntualmente è arrivata con un bravo e coraggioso eroe.
Lascia un po interdetti l'esecuzione di Incarnated nella quale spesso si è saltato delle parti in cantato e in generale la non esecuzione delle clean vocals, per cui, se in studio la band riesce a personalizzarsi grazie a questo tipo di trovate live diventa la copia dei Death.
Pregio e difetto allo stesso tempo ma la band è giovane e son sicuro sapranno sfornare un'altro capolavoro del livello di Cosmogenesis.
Septuagint
Vortex Omnivium
Incarnated
Orbital Elements
Ocean Gateways
Universe Momentum
Drum Solo
The Anticosmic Overload
Centric Flow
Encore:
Flesh and the Power It Holds
Subscribe to:
Posts (Atom)













