Periphery - Periphery II : This Time It's Personal


Label : Century Media Records
Year : 2012
Genre : Melodic Hardcore
Sentence : Totla Mad! [7.0]

I Periphery hanno fatto un errore da dilettanti : non hanno fatto una cernita del materiale che avevano. Avranno composto 230 canzoni e sicuramente avranno fatto una selezione ma ancora non ci siamo, c'è troppo avanzo, c'è tanto di non necessario in questa ora e 10 di musica, troppi momenti non vanno, troppi momenti semplicemente stanno li e aspetti che finiscano per la gioia del tuo apparato uditivo.
La ricerca di un certo mood progressive ha finito per sfiancare il lato tecnico che è andato bello filato nella stanza della noia, pochissimi tra l'altro anche gli assoli degni di nota (quello di Luck As A Constant è l'unico che fa piangere dalla gioia). Un po troppo incollate le parti, a volte mancano di organicità, c'è qualche riciclo qua e la durante il cd ma niente di grave. Nonostante le idee ci siano, e  pure tante, il paradosso è che finiscano per sembrare troppe.
Poi però porco di quel Dio infame ci si mette anche il cambio di sound verso un più moderno Melodic Hardcore, pochissime le virate puramente Djent. Un Melodic Hardcore personale e sicuramente innovativo, d'altronde sono i Periphery, distante dal sound del primo capitolo e anche distante dai soliti clichè del genere.
Però porco di quel Dio infame, e 2, ci stanno delle canzoni che sono una bomba, quelle che diventano Hit dell'Estate 2012 e volendo anche dell'Inverno 2012, ovvero : Ji, Scarlet,The Gods Must Be Crazy! e Make Total Destroy. Queste canzoni tengono sicuramente su i valori del cd, sopra la media mondiale, poche scuse, quando i Periphery fanno i Periphery hanno pochissimi rivali.
Oltre ad aver cambiato registro strumentale anche Spencer ha dato una bella virata alle sue coordinate andando meno nel Growl e cercando sempre di più l'emozione gay ma mai frivola, quella sugli arpeggi di Ji per farvi una idea.
Costante l'uso dei synth e di certi movimenti più Industrial, non che la solita batteria campionata, elemento se vogliamo spesso distintivo di certe atmosfere dei Periphery sono proprio certi suoni, come non dimenticare gli arpeggi di Jetpack Was Yes!
Carine per l'incedere mutevole e mai scontato Erised (anche se lavora un po troppo ai fianchi dell'ascoltatore nel mezzo della canzone) e Ragnarok (che da il meglio di se nell'apertura melodica posta nel finale) non che Luck As A Constant per l'assolo liberatorio.
Quello che però manca è, ribadisco, una vera scrematura delle parti, tante sezioni, se tolte, non se ne sarebbe addolorato nessuno, avere tantissime idee in testa è un'ottimo segnale di salute ma vanno anche sapute gestire in maniera ottimale. Volevano fare le cose in grande e ci sono riusciti, il cd è bello e coinvolgente nonostante qualche momento in cui vien voglia di grattarsi le palle; c'è n'è per moltissimo, è un cd che si fa conoscere poco alla volta ma che arriva dritto al punto quando è strettamente necessario, è sia per palati fini che per ascoltatori di mode, spero si capisca quello che voglio intendere.
Si sanno reinventare, hanno ispirazione, personalità, grinta, appeal, un'ottima immagine non che una grande disponibilità col pubblico, denominati in modo affettuoso pure i fan in Peripherals da loro stessi. Una band che sa far vendere la propria musica mantenendo gli standard alti, non siamo all'esplosione del primo capitolo ma c'è tanto tempo per riagganciare quegli standard qualitativi.



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