Beyond Creation - The Aura




Year: 2011
Genre: Technical Death Metal
Record Label: PRC Music
Sound like: Obscura, Atheretic
Reviewed by: Antonio Lo Fiego
Sentence: Fucking good job!


Ok, chiariamo due cose. Più di un anno fa, nel 2011, esce The Aura, il primo Full Lenght dei Beyond Creation, band presente dal 2005 ma che ha inciso un primo demo solo nel 2010. Album estremamente sottovalutato, o per meglio dire, osservato in una maniera che non meritava a causa della grande quantità di uscite di quel periodo, Obscura in primis.
I quattro canadesi hanno confezionato 10 tracce di indiscutibile qualità, che tutti gli amanti del death tecnico e dalle venature progressive dovrebbero ascoltare e già possedere. Basta vedere l'opener per capire che in Canada hanno dei coglioni di titanio e poca voglia di intro noiose.
Tutto l'album scorre su questo filone, tracce direttissime, estremamente accurate dal punto di vista dell'arrangiamento e della ricerca del suono. I Beyond Creation hanno mandato a quel paese il cantato pulito, in favore di un growl gutturale ma chiaro e comprensibile e scream graffianti ma mai abusati. Inoltre da far notare è la scelta del basso fretless. Il bassista è l'ex-Augury Dominic "Forest" Lapointe, considerato (giustamente) il Jeroen Paul Thessling del Canada. La sua incredibile tecnica e l'interessantissimo gusto musicale portano le linee di basso a parte quasi principale della ritmica, non confinandolo ad un mero strumento ritmico.
L'incredibile solidità dell'album è dovuta ad un interesse più verso all'aspetto ritmico che all'aspetto solistico, per quanto presente. Non c'è l'interesse infatti per infiniti lead autocelebrativi oppure parti estremamente intricate e fini a se stesse. Anche la batteria è completamente riuscita. Il batterista Guyot Begin-Benoit riesce a districarsi in pattern classici da death metal (blast beat, graviti e simili) ma trova nelle parti pulite una vena catchy e groovy invidiabile. Quindi un drumming estremamente variegato e mai noioso.
Ennesimo punto a favore è la produzione, estremamente di qualità, dove ogni strumento trova il suo posto senza intaccare il resto.
Da ascoltare assolutamente Omnipresent Perception che figura uno degli assoli di basso più memorabili della storia del technical death, gli interludi Chromatic Horizon ed Elevation Path e la meravigliosa The Deported.
Cazzo, voglio essere canadese pure io.


Mark: 8.5/10



1 commenti:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...