INTERVISTA ai CORROOSION



Prima domanda molto semplice, perché “Corroosion”?

C’è un preciso significato dietro a questo “neologismo simbolico”, da ricercare nel minimalismo e nella numerologia.. ma sta a chi si interroga capire quale sia senza darsi stupide spiegazioni semplicistiche.. La cosa che salta subito all’occhio e' il fatto che la O potrebbe essere solo una e ci si puo' chiedere il perche' di questa scelta, anche se ovviamente la pronuncia e' la medesima. In primis la risposta potrebbe essere questa: se dobbiamo scegliere tra una cosa banale e una che possa permetterci di dare un significato e di esprimerci ovviamente quella scartata e' la prima. Ma bisogna partire dal significato del nome per arrivare ai particolari. Corroosion sta' per acido, per abrasione, per contestazione per attacco diretto a quello che piu' ci disgusta. Molti per fare questo si mettono su vari piedistalli arrivando ne' piu' ne' meno al livello di cio' che denunciano. E' prorio questo che non vogliamo fare. Ecco che le due O iniziano ad avere un significato preciso in particolare sono intese numericamente, sono due zero, due numeri che rappresentano la totale assenza di questo spirito di superiorita'. Non manca il distacco, ma non tra persona e persona, ma verso ciò che lo merita. L'uguaglianza alla base e' l'unica cosa che permette di notare sul serio le differenze, gli sbagli, lo sporco. La rabbia e la denuncia non sono percio' messe da parte infatti le O o zero si uniscono e nel simbolo danno forma a una pupilla - posssono essere intese anche come due occhi. Abbiamo ricevuto i commenti più disparati, non sempre lusinghieri, ma crediamo che ciò che difficilmente molte voci capiscono o fingono di non capire e’ che la scelta di utilizzare un “errore” e’ assolutamente voluta e rinchiude in se’ il senso della nostra musica.

I vostri test di cosa trattano? Che cosa centra la Falena in copertina? Insomma, quale messaggio volete trasmettere?

Già' il titolo per noi significa molto e, come già successo per Punish The Mind, si presta a diverse letture. La consapevolezza dello sporco è intesa come l'essere coscienti di tutto ciò che non và nel mondo che ci siamo creati e in cui viviamo. I testi si articolano principalmente in una critica diretta agli sprechi delle generazioni passate, alla sporcizia della nostra politica, all'ipocrisia dell'istituzione ecclesiastica, all'individualismo consumistico... e verso tutto ciò che ci gestisce dall'alto in maniera lurida e meschina. Il concept di Dirt Awareness è in continuità con l'album precendente che spingeva verso un bagno di dolore e "punizione" necessario ad arrivare appunto ad una consapevolezza più profonda. Non è propriamente un disco "politicamente attivo", anche se non si può nascondere che rispetto al disco precendente questo contenga una rabbia più concreta e focalizzata verso i bersagli da colpire. Và detto che dietro al titolo c'è un gioco di parole,"consapevolezza sporca", ovvero il fatto di accorgersi di tutte queste cose e di criticare quando noi stessi siamo la causa di tutto ciò ci rende sporchi tanto quanto ciò che disprezziamo, se non di più. Questo dovrebbe essere una provocazione per spingere le persone a cambiare, a svegliarsi, ad alzare la testa veramente una volta per tutte.



Quali artisti vi hanno maggiormente influenzato?

Ognuno di noi ha ascolti davvero eterogenei quindi la lista sarebbe davvero lunga.. a parte alcune influenze ovvie come Whitechapel, All Shall Perish, The Acacia Strain, I Declare War e Despised Icon, sull’ultimo disco secondo noi ci sono venature da un lato più armoniche per cui citerei i vecchi Architects e i Volumes, ma da un altro lato ci sono cose che possono ricordare le nuove evoluzioni del death metal moderno come Behemoth e Decapitated.

Che approccio avete avuto durante la scrittura di Dirt Awareness? C’è un unico song-writing oppure è stato più un lavoro d’insieme?

Questo nuovo disco è stato concepito in maniera decisamente più impulsiva e diretta rispetto al precendete, dalla composizione alla scrittura dei testi... è stato sicuramente un lavoro d’insieme anche se sui diversi pezzi sono rintracciabili delle impronte personali portate dai diversi componenti. Questa volta abbiamo registrato in Piemonte e questo ci ha permesso di seguire direttamente i lavori. Su Dirt Awarenss abbiamo poi avuto l'onore di collaborare col produttore svedese Fredrik Nordstrom! E' stata un'esperienza importante oltre che un sogno realizzato, sinceramente nessuno di noi si sarebbe aspettato di vedere un mostro sacro che ha sfornato dischi come Slaughter of the Soul (At The Gates), Suicide Season (Bring Me The Horizon) e Puritanical Euphoric Misanthropia (Dimmu Borgir) lavorare con passione sul nostro secondo album!! Siamo molto soddisfatti del sound e speriamo valga lostesso per chi ascolterà i nostri pezzi!

Vi sentite Deathcore? Tra voi e le altre band del genere c’è una bella differenza (tipo Suicide Silence), come vi classifichereste?

Noi siamo una band “deathcore” se l’etichetta deathcore ci permette la libertà di fare quello che una classica band death metal non può fare. Quindi siamo d’accordo con voi che ci sono differenze tra lo stereotipo ed il nostro sound, infatti il genere giusto potrebbe essere “metal estremo moderno”?  ahahah. Fin dagli esordi dei Corroosion la composizione è stata influenzata da tutti gli ambiti del metal estremo ma anche da tutto ciò che noi consideriamo hardcore. Con questo termine ci riferiamo a quello spirito fatto di sudore, rabbia e groove. Siamo molto contenti di avere una personalità nostra e del fatto che come avete detto questo ci permetta di distinguerci dai tanti seppur ottimi gruppi di questo genere. Però personalmente ritengo che far parte di una corrente musicale sia anche questo: avere tanti gruppi attorno che rappresentano una famiglia, un movimento, analogamente a quanto succede ormai da anni nell'hardcore e nei generi più violenti come il brutal death. A volte abbiamo l'impressione che l'unione dello spirito hardcore con quello del metal estremo (alla fine per noi il deathcore significa questo) non sia ancora ben tollerata, soprattutto in un paese costantemente arretrato a livello di cultura musicale come il nostro. Che ci sia stato un boom che magari ora è rientrato un pò ce ne siamo accorti ma poco importa, il genere che abbiamo scelto di fare ci dà ampia libertà di espressione ed è questo ciò che conta. Anzi se il deathcore diventerà underground con l'andare del tempo non potrà che farci piacere! Solo perchè fatto tendenzialmente da giovani non vuol dire che sia una proposta superficiale... Per finire sintetizzando, ciò che ci preoccupa è la mercificazione della musica ma questo è un'altro discorso che ormai coinvolge anche tutti i generi di musica estrema..quindi meglio fare ciò che si vuole e farlo insieme a qualcuno che condivide quello in cui credi!



State promuovendo Dirt Awareness in sede live? Se si, come sono andate le gigs?

Attualmente abbiamo suonato live i pezzi di questo disco in Svizzera, in alcune date in nord Italia e nel release party a Torino, occasione in cui abbiamo diviso il palco con Neaera, Mainline e i nostri amici e concittadini Breeding Fury. In quest’occasione abbiamo anche avuto l’opportunità di eseguire live Awareness, l’opener track, con la partecipazione di tutti gli ospiti presenti sul disco! Per noi è sempre bello vedere che le persone apprezzano la nostra musica anche se in Italia non è raro suonare davanti a poche persone… ma come si dice “pochi ma buoni”! Attualmente stiamo cercando date per l’autunno per promuovere Dirt Awareness sia in Italia ma soprattutto all’estero! 

Progetti per il futuro?

Nelle nostre intenzioni c’è sicuramente la ricerca di partners e collaborazioni che ci permettano di far conoscere la nostra musica a più persone possibile, inoltre ci piacerebbe davvero molto partecipare a festival all’aperto e tour attraverso l’Europa e non solo! E sicuramente nel frattempo comporre altra musica!

Cosa pensate dell’attuale scena Metal nostrana?

Secondo noi ci sono molti gruppi che non hanno niente da invidiare a molti nomi blasonati che arrivano dall’estero. Inoltre il movimento hardcore, che ultimamente si è aperto anche ad influenze più estreme, a nostro avviso sta creando le radici per quella partecipazione che è così importante per supportare questo particolare underground: ci sono molte iniziative interessanti anche se allo stato embrionale! Crediamo che dal punto di vista tecnico-musicale l’Italia stia crescendo in maniera incoraggiante in questi ultimi anni. Tuttavia secondo noi molte zone d’Italia, e Torino è una di queste, sono ancora molto refrattarie a questo tipo di partecipazione e fratellanza. La cultura dei live in Italia ha sempre fatto fatica a decollare, speriamo che il futuro riservi belle sorprese! Di sicuro stare qui a parlarne serve ma ritrovarsi ad un concerto sotto o sopra il palco, o con un disco nuovo in tasca, serve di più!


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