Katatonia - Dead End Kings‏



Label : Peaceville Records
Year : 2012
Genre : Depressive Rock
Sentence : A good piece of hopelessness [7.0]

Confesso che i Katatonia di dopo la svolta di Discouraged Ones mi hanno sempre preso meno di quelli di prima. Diciamo che i miei preferiti sono quelli fino all'EP Sounds of Decay, tuttavia bisogna dare sempre a Cesare quel che è di Cesare e un disco come Dead End Kings non può essere accantonato in disparte solo perché si preferisce un altro stile. Infatti i "nuovi" Katatonia si confermano sempre capaci di sfornare undici tracce di un rock estremamente depresso, ma che non rinunci a delle punte di progressive. A fare da mattatore unico è la voce di Jonas Renkse che accompagna l'ascoltatore quasi senza interruzioni per tutta la durata del disco. La produzione è pressoché perfetta, su questo c'è poco da dire, anche qua Renkse e soci sono una garanzia!
A dominare la scena sono come da tradizione depressive le ballad o semiballad, interrotte da qualche pezzo più movimentato. I brani migliori si collocano a mio avviso sulla metà del disco: la quadriade micidiale The Racing Heart, Buildings, Leech e Ambitions è notevole. La prima è una semiballad molto delicata che ha il punto di forza nel ritornello, Buildings è un brano più movimentato che tira su l'attenzione. Anche Leech con i suoi toni delicati e la rottura nel ritornello sembra fatta apposta per restare in testa. Infine Ambitions è un brano carico di drammaticità veramente ben riuscito. Da menzionare anche la conclusiva Dead Letters. Gli amanti del genere rockeggiante, ma con quelle tinte un po' fosche e gotiche apprezzeranno sicuramente quest'ultimo sforzo dei Katatonia.
[Giorgio Gubbiotti]



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