Voivod - Target Earth


Year : 2013
Genre : Avant-Garde Thrash Metal
Record Label : Century Media Records
Sounds Like : A space travel in the middle of a nuclear and biologic war!
Reviewed by : Edoardo
Sentence : Still the best!

C'è chi ha pensato che con la morte di Piggy il gruppo sarebbe caduto ma invece è qua, vivo e pimpante, difficile era immaginare un album migliore di Katorz ma a scanso di illusioni ottiche siamo nel medesimo livello di qualità se non poco oltre.
E' un piccolo miracolo che vede oramai tutti i componenti avere i capelli bianchi ma lunghi, il colpo di frusta viene da una ritrovata e spiccata vena thrash in molte tracce, oramai se ne era perso il sapore ma quel più di acceleratore oggi posiziona i Voivod, grazie anche al rinnovato logo, tra le più avanguardiste che realtà della scena musicale, anzi, mi verrebbe da dire ancora poichè la band canadese mai si è smossa dal guardarsi in avanti e nello sperimentare ottenendo a mio parare sempre ottimi risultati.
Target Earth quindi amplia lo spettro d'azione di un Infini "minimalista" sotto il punto della durata media delle canzoni, non cambia il mood molto catchy di concepire le canzoni e non cambia molto nemmeno la produzione.
Il duo iniziale Title track/Kluskap O'Kom possiede ottimi chorous non che sezioni puramente jazzate da panico, l'abilità compositiva unita ad un estro stilistico unico mettono sul riflettore ogni strumento, anche il basso di Newsted. Le linee vocali di Shane sono sempre penetranti ed accattivanti e come sempre si intersecano bene con i contorti riff dei nostri.
Da sottolineare anche il duo da quattordici minuti Mechanical Mind+Warchaic che resuscita in qualche modo quell'antica rabbia di Killing Technology.
Corps Étranger si presenta quella col riffing più vecchia maniera ma riesce a conquistare anche se diciamo quella meno ispirata.
Conclude Artefact che ricorda l'anima più rockeggiante degli album vicini ad Angel Rat, traccia molto atmosferica e dilatata con una struttura ritmica che mette in evidenza un tour de force alla doppia cassa e nei sedicesimi del basso.
Concludo dicendo che a parare mio ha un'altra stoffa rispetto Infini, ha la grinta e la botta di Katorz ma in più sa ritornare alle radici per risperimentare e ampliare il concetto musicale. Totale.


Mark : 8/10



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