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Fear Factory - Mechanize


Label : Candlelight Records
Year : 2010
Genre : Groove/Thrash/Industrial
Sentence : FEAR IS YOUR GOD [9.0]

Per me Mechanize è stato il miglior album del 2010, tesi che sostengo da 2 anni ovviamente. Vedere Gene Hoglan e Dino Cazares suonare nella stessa band è qualcosa di assurdo e impensabile, è come vedere Mustaine e Dave Lombardo su uno stesso gruppo, roba di un'altro pianeta, la classe più totale.
Il cd gode di una produzione pompatissima che amplifica il lavoro fatto da Cazares e Hoglan in modo mostruoso. Le linee di Bell sono dure e forti ma non si scordano della melodia accattivante, mai gay o troppo patinata, leccata ed editata. L'uso dei Synth è studiato a pennello per essere essenziale ma calibrato. Pochi sono gli attimi in cui possiamo veramente dire che il lavoro dietro la "console" faccia la sua porca figura. Forse sta anche in questo il motivo di successo di Mechanize. Un cd che richiama il Cazares più Thasheggiante, cattivo e pieno di groove. Non servono tanti muri di suono dietro visto che la sua chitarra riempe benissimo lo spazio con riff granitici e trita ossa, continui e mai troppo spezzettati.
Un cd totale che offre una tracklist piena di Hit, tutti singoli ad esclusione della finale Final Exit che si rivela comunque un episodio veramente interessante e sperimentatore, grande coraggio e risultato inaspettatamente buono.
Uno di quei cd che ancora a distanza di anni mi ascolto con piacere! E poi non ditemi che non è sottovalutato.




Be'lakor - Stone's Reach


Label : Kolony Records
Year : 2010
Genre : Melodic Death Metal
Sentence : Epic! [7.5]

Il secondo capitolo dei Be'Lakor è di quelli da incorniciare, momenti di ispirazione che forse non ricapiteranno più.
Plumbei e progressivi come gli Opeth ma malinconici e opprimenti come i Katatonia. Il formulario dei Be'Lakor è ben semplice ma si arricchisce di strutture energiche e synth potenti. Nonostante la lunghezza e la dilatazione scelta per le atmosfere il cd fila liscio dall'inizio alla fine, il grande lavoro ritmico viene supportato da una parte solista ben orchestrata che tra effetti ed evoluzioni riesce a trattenere l'attenzione. Molte volte le chitarre riempono il sound con un bel muro di gain, esso viene arricchito appunto da interventi di effetti ed orchestrazione che premiano la voglia di marcare un suolo poco toccato. Alla fine dei conti poche band si sono spinte a toccare questi lidi così progressivi e corvini del Melodic Death Metal.
Gran parte del merito del lavoro va ai chitarristi che pieni di intrecci e soluzioni colte rendono Stone's Reach un cd ricercato e curato come pochi. Lavoro maniacale ed ossessivo nell'arrangiamento di pezzi complessi già di loro su cui si muovono linee ed intrecci che moltiplicano il coefficiente di difficoltà del cd e del suo ascolto. Ascolto che tutto sommato risulta sempre gradevole e mai sotto tono da Venator a Sun's Delusion a Aspect l'ora di musica proposta fila via come l'acqua oligominerale.
L'unico neo sta nel non aver un cantante espressivo quanto gli strumentisti, un po rilegato anche esso a strumento, troppe volte avrei preferito sentire una voce pulita o scream al posto di quel growl, si caldo e potente, ma a volte un po' fuori luogo.



Hierophant - Hierophant


Label : Indipendent
Year : 2010
Genre : Hardcore/Doom Metal
Sentence : Hierophant Apocalypse [7.5]

Se pensate che unire Doom ed Hardcore porti per forza allo Sludge vi sbagliate. I Nostrani Hierophant uniscono questi due generi su modi ed atteggiamenti apocalittici (anche testualmente parlando) creando un muro di suono peculiare.
Trovare le parole per parlare di un cd del genere vien difficile, l'ascolto in questo caso leva ogni nebbia riguardo la qualità della proposta.
Inutile citare tracce o il lavoro del singolo strumentista, il lavoro che vince è quello del gruppo sia nelle singole canzoni che nel contesto totale dell' album. E' l'insieme che favorisce un lavoro di questo genere, l'insieme di tutti i cambi e di tutti gli stacchi, il carattere interpretativo del cantato. La prospettiva cosiddetta olistica aiuta l'ascoltatore a captare maggiormente gli angoli sonori più perversi ed a collegare i tre capitoli di Hermetic Sermon. La produzione è grezza ma da un suono perfettamente idoneo a quello che è il concetto musicale della band, l'alone apocalittico è riscontrabile in ogni nota, esso alla fine emerge vincitore su tutto e come vero punto distintivo del gruppo.
Dato un lavoro così singolare sarà quindi curioso vedere cosa faranno in seguito, se decideranno di confermare un suono di questo tipo o di svoltare verso lidi più eterei o maggiormente pesanti ce lo dirà il tempo, per ora rimane uno dei cd Metal più interessanti degli ultimi anni.




The Ocean - Heliocentric




Label : Metal Blade Records
Year : 2010
Genre : Post Metal/Post core
Sentence : So Pefcet and so Underrated [9.0]

Uno degli album migliori degli ultimi 10 anni. Insieme a Mastodon e Gojira sicuramente la band più rivoluzionaria del mondo del metal. Unendo filosofia, pianoforte, orchestra al Post Metal la band tedesca riesce a creare in questo Heliocentric un sound personale e fondamentalmente diverso da quanto proposto in Precambrian (se pur anche in esso son presenti grandi elementi di orchestrazione). Una rivoluzione sonora che non sminuisce minimamente l'opera ma che anzi ne aumenta il potere catchy, canzoni come Ptolemy Wa Wrong ed Epiphany sono delle ballate di pianoforte di una delicatezza indescrivibile, così ben studiate e soffici da non poter scontentare nemmeno chi di di metal non ha mai sentito niente, insomma, musica per tutti.
Ma non solo, la ricercatezza nelle liriche di canzoni The Origin of Spieces rende merito al song writing elaborato e di palato fine di essere accompagnato in modo adeguato ed altrettanto intelligente. Incentrato ovviamente sulla teoria Eliocentrica tutto l'album affronta i problemi di Giordano Bruno sul sistema aristotelico-tolemaico e sulla relativa posizione della chiesa andando poi a parare in una personale intuizione con l'arte della Maieutica che pone il quesito finale "Who made your Architect?".
Poesia, musica raffinata e colta, ballate per chi di metal non se ne intende, il lavoro fatto su Heliocentric esula dal concetto di Metal o Rock, questo cd è un patrimonio internazionale della musica (come d'altronde ogni uscita della band). Purtroppo la musica colta non viene spesso ben accettata da chi è abituato al metal duro e grezzo e chi ama quello classico troverà troppo solenne e noiosa l'interpretazione vocale. Ascolto dopo ascolto però per quelle buone anime che ci si cimenteranno si aprirà un mondo ai limiti della perfezione.
Provare per credere.

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