Desolate Shrine - The Sanctum of Human Darkness


Year : 2012
Genre : Doom/Death Metal
Record Label : Dark Descent Records
Sounds Like : Portal, Emptiness
Reviewed by : Edoardo
Sentence : Nothing more than a good album

Anche loro sono un po datati ma ce li facciamo piacere lo stesso, tanto non state mica a guardare quando è uscito il cd.
I Desolate Shrine per Dark Descent Records, finlandesi come sempre e Death Metal ovviamente sono la tipica band che nel giro di 2 anni si è fatta un mucchio di fan perchè non è stata a guardare il vecchio e il nuovo ma ha fatto semplicemente qualcosa che va oltre.
Post Death Metal ora lo definiscono, quel miscuglio apocalittico di Doom e Death Metal, qualche base industriale e atmosfere saturatissime di Gain, si è un movimento nuovo e portato avanti da band nuove ma essenzialmente non è niente di così rivoluzionario, in molti nel passato ne hanno dato già forma, vedi gli Incantation che con quei monoliti da 7-8 minuti e anche oltre ripercorrevano pare pare queste atmosfere.
I Desolate Shrine sono essenzialmente una One man band costruita bene, un polistrumentista e due cantanti, ovvero ad ognuno il suo. A nemmeno un anno di distanza ci riprovano con The Sanctum of Human Darkness, 55 minuti di ululati e disperazione.
L'atmosfera è satura di polvere e intravedere le note è spesso arduo,la batteria marziale ci aiuta a collegare le ritmiche e a proferire un sapore quanto meno mortale al lavoro. Si lavora sulle ritmiche e ci si aiuta con il growl per destare stupore in quei lunghi viaggi di cui è composto il lavoro. Durata media elevatissima per quasi tutte le canzoni se vogliamo contare anche l'intermezzo e l'intro se no siamo sempre sopra o vicino i 7 minuti.
In The Sanctum of Human Darkness si gioca a fare i ganzi e i rivoluzionari ma attenti ascolti e una buona dose di stronzaggine fanno capire come il 70% dei riff dei nostri siano abbastanza scontati.Se si levasse la coltre di gain e gli si desse una degna produzione troveremmo l'ennesima band old school a più non posso. Però ci mettono qualche armonizzazione toga, sanno lavorare bene con le ritmiche, sanno gestire i loro parti infiniti e catalizzare l'attenzione nello spettro generale e non in un solo strumento, tutto è fine a tutto.
Insomma vale la pena aspettare verso i 4 minuti e 30 di Demon Heart per le geniali armonizzazioni ed atmosfere, vale la pena godersi tutto il cd perchè contiene vari Ester Egg da gustarsi sin all'ultimo secondo.
Bravissimi, i Desolate Shrine riescono a mascherare il fattore Old School catapultando l'ascoltatore in un mare abissale con pochi eguali, sarà gioioso quindi aspettare qualche riff un po' troppo old e strausato, non peseranno le aperture infinite, il cd scorre che è una meraviglia. Pathos ed energia cooperano per trasmettere emozioni, da li allora ce se ne fotte se esso è o no vecchia maniera, ce se ne fotte se qualche trovata è un po prevedibile e già usata, ce se ne fotte perchè quando un cd trasmette qualcosa nel Death Metal non bisogna guardare i nei del lavoro.
Se vi fate spaventare dalla durata, dalla coltre di Gain, dal fatto che può sembrare ad un primo ascolto troppo 90's e quindi rinunciate, vi perdete uno dei cd più ammiccanti e riusciti nel Death del 2012, vi perdete un gran cazzo di lavoro.


Mark : 8/10



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